250 persone si sono confrontate con la propria razionalità e le proprie emozioni per scoprire che la sicurezza in azienda non è un male necessario ma un bene personale

Bisogni

  • Modificare la percezione in tema di sicurezza attraverso un percorso di cambiamento culturale
  • Trasferire la consapevolezza sul “fattore umano” come principale causa di errori
  • Trovare soluzioni a casi concreti di infortuni legati al fattore umano
  • Smontare l’equazione più sicurezza= meno produttività
  • Responsabilizzare sul valore del capo come role model di sicurezza

Metodo

  • Elementi di neuroscienza per capire come funziona il cervello: le illusioni della mente, il multitasking e l’attenzione selettiva
  • Teorie sul funzionamento della memoria: soggettività della elaborazione e conservazione del ricordo
  • L’intelligenza emotiva nella gestione della sicurezza, ovvero le emozioni: istruzioni per l’uso
  • I principali alibi nella sicurezza aziendale: micro-strategie per smontarli

Colore

  • Mettiamo alla prova il cervello: i limiti della percezione, della memoria e dell’attenzione
  • “Multitasking mon amour”: troppe cose insieme aumentano il rischio di infortuni
  • “Giù la maschera!” come interpretare le emozioni di chi lavora con noi per aiutarlo a gestirle nei momenti di rischio
  • A caccia di alibi sulla sicurezza: non ce ne sfugge neanche uno
  • Vita vissuta nelle fabbriche: diventare cantastorie per scoprire insieme soluzioni alle principali cause di infortuni

Effetti collaterali

Capire che un lavoro di fatica richiede moltissimo cervello
Uscire dall’aula convinti che nessun Dispositivo di Protezione Individuale è più importante di quello che hai dentro la testa
Emozionarsi ascoltando i “racconti di sicurezza” che hanno fatto la storia aziendale
Scoprire che i nani di Biancaneve sono 8 e che parlare di sicurezza può essere divertente
Attenzione: sapere che la sicurezza è un bene comune può essere altamente contagioso